domenica 2 settembre 2018

Trasporto pubblico,aggressioni un problema sempre presente.


LA VERITA’? Sempre più balordi imperversano sui mezzi pubblici creando problemi al personale viaggiante e ai passeggeri o compiendo vandalismi!

Aggressioni!! In certi momenti se ne parla di più in altri di meno, per qualcuno sono in diminuzione e per altri sono in aumento e a volte se ne parla solo per fare propaganda politica per gli uni o per gli altri, ma purtroppo rimane sempre un problema presente. La cosa peggiore è che se ne parla e basta ma non si passa mai ai fatti!!!! E chi ne paga le conseguenze è solamente il lavoratore!!!! Come appena accennato le aggressioni continuano!!! Sempre più balordi imperversano sui mezzi pubblici, creando, certi di rimanere impuniti, problemi al personale viaggiante ed ai passeggeri oppure compiendo atti vandalici i quali danni gravano poi sulla comunità. Precisiamo che, fortunatamente, non tutte le aggressioni culminano con gravi lesioni, e quindi non di tutti i fatti viene data notizia. Ma comunque anche minacce, insulti, ecc. sono sempre forme di aggressioni che non permettono al lavoratore di svolgere il suo lavoro, di per se già stressante e delicato, con tranquillità e sicurezza. Per non parlare poi se per caso accennasse ad un tentativo di difesa.....rischierebbe subito di passare dalla parte del torto con conseguenze anche legali! Insomma come si dice “cornuto e mazziato”!!! Il Sindacato Italiano Lavoratori crede sia utile avanzare alcune proposte per cercare di arginare il fenomeno, suggerendo: 1) Il ripristino della figura del bigliettaio, utile non solo nella lotta all'evasione, ma anche come deterrente contro episodi di vandalismo e microcriminalità. 2) Posto guida “blindato” provvisto di porte non facilmente apribili dall'interno e protetto da vetri antisfondamento. 3) Di rafforzare il coordinamento tra operatori d'esercizio delle varie aziende di tpl, sala operativa e forze dell'ordine, ai fini di fornire un pronto intervento in caso di difficoltà. Certo queste sono piccole cose, solo un inizio. Quello che torniamo a chiedere a gran voce è un intervento concreto da parte delle aziende del settore e soprattutto dalle istituzioni, in modo che ogni atto di violenza e vandalismo venga efficacemente perseguito e non che passino come bravate addirittura pubblicate sui vari social network.

giovedì 25 gennaio 2018

MANODOPERA ITALIANA CERTIFICATA !

MANODOPERA ITALIANA CERTIFICATA
 
                   " LA BATTAGLIA DEL SINDACATO ITALIANO LAVORATORI" 


 
Manodopera Italiana Certificata
 
Certificazione di qualità
 
Crisi, in Italia 19mila imprese chiuse fra gennaio e marzo 2017.
 Complessivamente, in Italia, sono ben 19.000 (diciannovemila!) le imprese che hanno lasciato il mercato (fallite o chiuse) cancellando decine di migliaia di posti di lavoro fra gennaio e marzo 2017. Si tratta di più di 211 (duecentounidici!) chiusure al giorno, qualcosa come più di otto (otto!) aziende che ogni ora del giorno e della notte, sabati e domeniche inclusi, chiudono i battenti in Italia. Vero è che sarebbero il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, toccando così il livello più basso dal 2009, ma arrivano dopo sette anni di recessione e quindi sono dati molto più gravi, perchè dopo tanta crisi ci si poteva aspettare che le aziende che sono sopravvissute potessero continuare a lavorare. E invece continua la strage.
 Sono 3 mila le imprese che hanno aperto una procedura fallimentare nei primi tre mesi del 2017,
 una riduzione del 17% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2016. La diminuzione ha coinvolto tutte le diverse tipologie di impresa anche se le riduzioni risultano più marcate fra le società di persone (-27,4%) e fra le società di capitale (-17,6%) rispetto alle imprese organizzate in altre forme giuridiche (-4,3%). A livello settoriale, il calo è generalizzato ma la tendenza risulta particolarmente marcata nell’industria (-22% rispetto allo stesso periodo del 2016), seguita dalle costruzioni (-18%) e dai servizi (-17%). Su un orizzonte di più lungo periodo, il settore costruzioni e servizi evidenziano ancora un importante gap (rispettivamente del +89% e +78% fallimenti e chiusure).
 (dati sono forniti dal Cerved).
 
Per venire incontro alle aziende italiane in crisi, per agevolare l'assunzione di lavoratori italiani di qualsiasi fascia di età, chiediamo sia istituita la certificazione di manodopera italiana con lo scopo di aiutare tutte quelle aziende che assumono personale italiano.
 A tale fine, il Sindacato Italiano Lavoratori, si fa promotore del progetto, costituendo l'associazione definita “ Manodopera Italiana Certificata” con lo scopo di raccogliere partecipazione di aziende che approvano il progetto a cui sarà rilasciata la certificazione.
Verrà inoltre attivata una raccolta firme da accompagnare ad una proposta di legge che presenteremo al Parlamento italiano per chiedere il riconoscimento di questa certificazione e delle agevolazioni fiscali per le imprese che assumono lavoratori italiani
 UNISCITI A NOI, AIUTACI A SOSTENERE LE AZIENDE ITALIANE E A PROTEGGERE LA FORZA LAVORO ITALIANA.

Lavoro domestico: nuove tabelle Inps, lieve aumento dei contributi


“Solo un piccolo rincaro per i contributi da versare a colf, badanti e baby sitter. Per l’anno 2018, infatti, le famiglie che in casa si avvalgono del supporto di un collaboratore domestico dovranno fare i conti con un piccolo aumento da sostenere”.  È quanto comunica il Sindacato Italiano Lavoratori, dopo aver analizzato le nuove tabelle contributive Inps per i lavoratori domestici. “In sintesi  - prosegue il SIL - gli aumenti variano da 0,02 centesimi a 0,03 centesimi per chi effettua meno di 24 ore di lavoro settimanali e di 0,01 centesimo per chi effettua più di 24 ore settimanali. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato - ricorda il SIL -  ad esclusione di quelli in sostituzione per maternità, ferie, permessi, etc. deve essere applicata la tabella comprensiva del contributo addizionale i cui valori sono anch'essi variati rispetto all'anno precedente di 0,02 centesimi”. “Da oggi - precisa infine il SIL- è quindi possibile calcolare i MAV per i rapporti di lavoro cessati dal 31 dicembre 2017 per cui non era possibile conteggiare il versamento fino alla pubblicazione delle nuove aliquote”.  

GENOVA, 25 gennaio 2018                                                                                       Ufficio Stampa