mercoledì 13 novembre 2013

Una nuova "scala mobile"

Ristabiliamo "l'indennità di contingenza" (scala mobile)
come strumento per restituire ai lavoratori il potere d'acquisto eroso dall'inflazione
IL S.I.L. Chiede l'adeguamento dei salari al costo della vita attuale !!

La scala mobile è uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all'inflazione e all'aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo.
Milioni di lavoratori/trici, di precari, di pensionati non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Le basse retribuzioni e l’impennata dei prezzi dei generi di consumo e delle tariffe, hanno creato una situazione non più sostenibile per i bilanci delle famiglie dei lavoratori dipendenti.


Il Sindacato Italiano Lavoratori ritiene utile e doveroso reintrodurre la scala mobile per dare dignità agli stipendi degli operai che lavorano UMILMENTE e son trattati INGIUSTAMENTE !

UNA NUOVA SCALA MOBILE

PER TUTELARE I SALARI ED I CONTRATTI DEI LAVORATORI E DEI PENSIONATI



venerdì 30 agosto 2013

PRODI, CIAMPI E DRAGHI PER ENTRARE NELL'EURO ‘COPRIRONO’ I CONTI CON I DERIVATI. CHE ADESSO CI COSTANO 8,1 MILIARDI.

ROMA - Nei conti pubblici italiani c’è una perdita potenziale da almeno otto miliardi di euro. E’ relativa a derivati accesi negli anni Novanta, anche per consentire al nostro Paese di entrare da subito nell’euro, e rinegoziati nel 2012. I dati sono frutto di analisi e rielaborazioni di esperti del settore sulla base del documento che il ministero fornisce con cadenza semestrale alla Corte dei Conti. Repubblica ha potuto consultare quel documento di 29 pagine, di cui oggi dà notizia anche il Financial Times.
Secondo una fonte governativa, la magistratura contabile ha letto con preoccupazione i numeri – ufficiali ma non pubblici – ricevuti a inizio 2013 e in aprile ha inviato la Guardia di Finanza al dicastero in cerca dei contratti di stipula di quei derivati. Ma finora non li ha ottenuti.
Alla richiesta di maggiori dettagli avanzata da Repubblica, il Tesoro non ha rilasciato alcun commento. No comment anche dalla Corte dei Conti e dalla Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi, che fu direttore generale del ministero tra il 1991 e il 2001, quando molti di quei contratti furono stipulati.
La ristrutturazione dei derivati nel 2012 è collegata all'esigenza delle banche (una ventina delle solite: le tre grandi italiane, le principali europee e le maggiori d’affari anglosassoni) di ridurre il rischio Italia. In sostanza la crisi ha portato gli istituti specialisti in titoli di stato a presentare il conto dei vecchi derivati. Ed è qui che emerge una perdita potenziale di 8,1 miliardi.

C’è poi l’anomalia degli swap rinegoziati a un prezzo “off market”, cioè con una forte perdita iniziale per l’erario. Anomalia probabilmente dovuta al fatto che i contratti originari erano in realtà prestiti mascherati che il Tesoro è oggi costretto a rimborsare a caro prezzo.

Cresce la disoccupazione, quella giovanile al 40%












ROMA - La disoccupazione a luglio si ferma al 12%, invariata rispetto a giugno (-0,033 punti percentuali), anche se resta in aumento su base annua, con un rialzo di 1,3 punti. Lo rileva l'Istat (dati provvisori). Con luglio la disoccupazione tocca la soglia del 12% per la quarta volta consecutiva.
Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 39,5% a luglio secondo i dati provvisori dell'Istat. Aumenta di 0,4% punti rispetto al mese precedente e di 4,3 punti sul 2012. Nel secondo trimestre tra i 15-24enni il tasso sale al 37,3% (+3,4 punti), con un picco del 51% per le giovani donne del Mezzogiorno.
 
Il numero di disoccupati continua ad aumentare e nel secondo trimestre 2013 raggiunge quota 3,075 milioni, 370 mila in più rispetto all'anno prima (+13,7%). Lo comunica l'Istat. L'incremento è diffuso su tutto il territorio e interessa in oltre metà dei casi persone con più di 35 anni. Il 55,7% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più.
Crolla il numero degli occupati. soprattutto al Sud. Nel secondo trimestre, rileva l'Istat gli occupati in Italia sono diminuiti di 585.000 unita' rispetto a un anno prima (-2,5%) ma il calo si concentra nel Mezzogiorno (-5,4%, pari a -335.000 unità).La riduzione degli occupati riguarda soprattutto gli uomini (-3,0% con 401.000 unità in meno) mentre per le donne il calo e' meno pronunciato (-1,9% con 184.000 unità in meno). Al persistente calo degli occupati più giovani (-532.000 unita') e dei 35-49enni (-267.000) continua a contrapporsi la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+214.000 unità). Prosegue - rileva l'Istat - la riduzione tendenziale dell'occupazione italiana (-581.000 unità), mentre si arresta la crescita di quella straniera (-4.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2012, tuttavia, il tasso di occupazione degli stranieri segnala una riduzione di 3,5 punti percentuali a fronte di un calo di 1,2 punti di quello degli italiani. Il calo dell'occupazione si concentra nell'industria in senso stretto (-2,4% con 111.000 posti in meno e nelle costruzioni (-12,7% con 230.000 posti in meno). Per il secondo trimestre consecutivo, e a ritmi più sostenuti, l'occupazione si riduce anche nel terziario (-1,0%, pari a -154.000 unità). Non si arresta il calo degli occupati a tempo pieno (-3,4%, pari a -644.000 unità rispetto al secondo trimestre 2012), che in quasi metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,5%, pari a -312.000 unità). Gli occupati a tempo parziale aumentano in misura minore rispetto al recente passato (1,5%, pari a +59.000 unità). E la crescita - spiega l'Istat - riguarda esclusivamente il part time involontario. Per il secondo trimestre consecutivo, e con maggiore intensità - spiega infine l'Istat - cala il lavoro a termine (-7,2%, pari a -177.000 unità), cui si accompagna la nuova diminuzione dei collaboratori (-7,0%, pari a -32.000 unità).